Questa mattina, mentre ancora assonnata fissavo il muro rimescolando il caffè e aspettando che i miei neuroni si accorgessero della sveglia, all’improvviso un (non troppo) dolce ricordo ha preso spazio tra i miei pensieri: il primo corso tenuto come formatore professionale.

A ripensarci, ancora oggi mi viene la pelle d’oca. Non perché fu un’esperienza formidabile, ma al ricordo dell’ansia che mi assaliva all’idea di parlare ad una classe. Mi piacerebbe poter dire di essere stata un animale da palcoscenico, ma decisamente non fu così.

Mentre mi recavo verso il “patibolo”, per rassicurarmi mi ripetevo come un mantra che in fondo ero sempre stata brava a cavarmela alle interrogazioni al liceo e all’università. Ecco, se sei alle prime armi dimenticatelo. Ho imparato a mie spese che non è così.

Sì, perché quando tieni il TUO corso di formazione professionale non stai più parlando a qualcuno che sa già tutto, ma a delle persone che sono lì per essere formate da te. Il tuo compito è trovare il modo migliore per comunicare con loro. In caso contrario, addio formazione professionale!

In quell’occasione, tutto quello che sarebbe potuto andare storto lo fece. Sono sicura di avere la tua solidarietà, chissà magari anche a te è capitata la stessa cosa o, se sei agli inizi, temi con tutto il cuore che ti capiti.

Ecco, quella prima esperienza fu più formativa per me che per i partecipanti. Ma ormai è passata tanta acqua sotto i ponti, posso dire di essermi fatta le ossa e aver appreso i vari trucchi del mestiere.

Il lavoro del formatore professionale è delicato e impegnativo, ci sono aspetti diversi a cui prestare attenzione e sono diversi gli accorgimenti da seguire per svolgerlo al meglio. E, pensa, oggi mi sento così buona da condividere con te questi piccoli segreti per essere un formatore professionale… e sopravvivere!

Conosci il tuo pubblico

Questa è la regola numero 1.

In questi anni mi sono trovata davanti una miriade di persone diverse. Quindi, ho imparato che sarà utile farti un’idea di quale sarà la tua classe in modo da capire per tempo come muoverti sul piano comunicativo.

Potresti per esempio far compilare un piccolo sondaggio preliminare così da avere un quadro più preciso delle persone con cui lavorerai.

Impara a gestire il tuo gruppo

Ma stai tranquillo, le difficoltà del formatore professionale non finiscono qui.

Perché per quanto tu potrai essere preparato, durante il tuo corso dovrai confrontarti con personalità diverse ed essere in grado di gestirle tutte. Ci sarà il polemico che ti contraddirà sotto ogni punto di vista possibile cercando di trascinare gli altri nella sua crociata contro di te; quello indisciplinato che, al contrario si fa i fatti suoi magari al cellulare senza prestare attenzione a quello che dici (nemmeno fossi il suo formatore professionale!); quello iper silenzioso che non chiede e non dice niente… e quello logorroico che interviene su tutto!

Pensi di essere in grado di gestirli tutti senza annoiare nessuno e mantenendo alta l’attenzione? Forse è meglio non rischiare e seguire qualche buon suggerimento su come impostare una comunicazione efficace, abbiamo tutti da imparare!

Breve e conciso, ma memorabile

Io consiglio anche di buttare lì qualche aforisma, magari articolandoli secondo un piano stabilito.

Per esempio puoi trovare un aforisma efficace per ogni punto che andrai a trattare in modo da fissare dei contrassegni mentali per i tuoi auditori, rendendo più facile ricordare i punti cardine del tuo discorso. Magari uno all’inizio e alla fine per aprire e chiudere in bellezza.

La filosofia del tuo lavoro

Quando il gruppo sembra essere poco coeso, o se c’è bisogno di di individuare un problema che ostacola il lavoro, il mio consiglio è quello di chiedere aiuto alla filosofia.

Ti sembra un controsenso? Magari ti stai chiedendo come sia possibile risolvere un problema facendo ricorso ad una disciplina che per sua natura problematizza.

Ti prego, non dirmi che anche tu sei una di quelle persone convinte che i filosofi non facciano altro che chiedersi “Chi siamo? Dove andiamo? Cosa facciamo al mondo?” magari pure mentre indossano sandali e toga.

Se è così, beh… Non dirlo a nessuno, risulteresti piuttosto antiquato.

Infatti la filosofia non è pura teoresi, ma nasce precisamente con uno scopo pratico. E sono proprio le pratiche filosofiche che negli ultimi decenni hanno iniziato ad essere sviluppate per risolvere questioni che i consulenti più tradizionali hanno difficoltà a trattare all’interno delle aziende.

Se non lo sapevi non ti preoccupare, non è colpa tua. Il fatto è che, contrariamente a quanto avviene  in Germania, Regno Unito e USA, in Italia le pratiche filosofiche sono ancora poco conosciute. Mi sembra giunto il momento di andare controcorrente!

Benedetta tecnologia!

In quanto formatori, la nostra giornata e più in generale il nostro tempo e deve essere ben scandito tra la preparazione dei corsi e i corsi stessi per cui per noi è fondamentale una buona organizzazione.

Ora non so tu, ma io sono la personificazione della disorganizzazione. Le mie agende hanno sempre avuto una vita grama e pressoché inutile perché, dopo l’entusiasmo dei primi giorni, mi dimenticavo di consultarle e talvolta pure di portarmele dietro.

Capisci bene che, per un formatore professionale che lavora con il pubblico e deve essere in grado di incastrare i suoi impegni in un tetris perfetto, questo può rappresentare un problema. Per fortuna non siamo soli in questo mondo frenetico e qualcuno ha pensato anche a noi nemici acerrimi dell’ordine mentale.

La tecnologia mi ha salvato la vita (professionale) e, scegliendo le migliori in un microcosmo di applicazioni che aiutano ad organizzare il lavoro, ho potuto finalmente contribuire alla salvaguardia di quei poveri alberi sacrificati per produrre agende che mai avrei usato. E poi la carta non ti invia delle notifiche per ricordarti che stai dimenticando la testa a casa! Quindi rendiamo grazie.

Risparmio energetico

Resta un altro aspetto, che è forse il più importante: staccare la spina dopo il lavoro. Come dicevo, io non sono una maga dell’organizzazione, esserlo per me non è naturale e mi costa fatica, ma non fissare dei paletti mi manda completamente nel pallone. Non avere la giornata scandita mi fa sentire stressata perché il tempo da dedicare al lavoro sembra ampliarsi all’infinito e ciò nonostante non bastare mai.  Lo stress cresce perché gli impegni lavorativi iniziano ad invadere ogni aspetto della tua vita. Mi capisci vero? 

Il tempo è la nostra risorsa più importante. Non solo per svolgere al meglio la nostra professione, ma soprattutto per salvare le nostre energie ed evitare il tracollo. Quindi non basta essere organizzati nel lavoro, ma, come avrai avuto modo di constatare, è fondamentale anche organizzare il tempo libero per poter ricaricare quanto più possibile le batterie!

Crea il tuo spazio

Con gran fatica sono riuscita a creare una routine che mi permettesse di non portarmi il lavoro a casa e staccare veramente la spina.

Così ho dato uno sguardo complessivo alla mia settimana e individuato quelle che dovevano essere le mie ore libere, organizzandole in modo che fossero davvero solo mie. Sono riuscita a trovare i mezzi migliori per rilassarmi, evitando di trasformare i miei corsi di formazione in un ring su cui sfogarmi usando i partecipanti come sacchi da box! Ti consiglio di fare lo stesso, ne va della salute di tutti!

Formatori di tutto il mondo: uniamoci!

Bene, al termine di questo breve corso di sopravvivenza alla carriera di formatore professionale ho finito il mio caffè e con lui le scuse per posticipare ancora l’inizio della giornata piena, per usare un eufemismo.

Però dai, ci siamo fatti due risate per cominciare bene. Adesso devo correre verso frenetici impegni e chissà quanti imprevisti, sii gentile, augurami in bocca al lupo.

Anzi, se ti sei sentito compreso e sollevato per il fatto di non essere il solo a dover sopravvivere alla formazione, compi un gesto buono e condividi l’articolo con altri poveri formatori come noi, abbiamo tutti bisogno di un supporto morale!

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