Se vi state chiedendo cosa possano centrare video e audio a circuito chiuso con un Business center, non vi biasimiamo. Alla fine dei conti non lo sapevamo nemmeno noi prima del giorno in cui ci affittarono la sala corsi per organizzare un focus group.

E sì, anche noi (o almeno io, che non voglio tirare in mezzo colleghi più istruiti di me) ci limitavamo a pensare che potessero essere applicati solo o quasi come sistema di sicurezza. Ebbene no!

Memore di questa esperienza voglio però raccontarvi cosa è successo nelle sale di Oscard quel giorno e perché le telecamere a circuito chiuso possono essere utili per incrementare i propri affari.

Organizzare un Focus group con telecamere a circuito chiuso: quando, come e perché

Quando: oddio non mi ricordo esattamente, doveva essere qualche giorno prima di Natale.

Come: ci ha pensato un esperto (meno male!)

Perché: qui viene il bello…

Prima di smettere di dire sciocchezze e passare al sodo, un solo appunto: se siete incappati su questo articolo molto probabilmente sapete cos’è un Focus Group, ma prevenire è sempre meglio che curare e vi suggerisco di leggere un precedente articolo in cui abbiamo affrontato l’argomento.

Punto primo: quando sono utili sistemi di video e audio a circuito chiuso?

Parleremo di Focus group, ma in generale in ambito lavorativo ne viene fatto uso in tutti i casi in cui vi è la necessità di riprendere qualcuno per analizzarne le reazioni nei confronti di un qualsiasi tipo di prodotto.

I nostri clienti ci chiesero di allestire la sala corsi con due grandi tavole rotonde. Al centro di ognuna era posizionata una telecamera che, per otto lunghe lunghissime ore di focus group, ha registrato secondo per secondo le reazioni dei partecipanti verso il prodotto che l’azienda stava testando.

Quelle stesse telecamere erano collegate con un monitor al primo piano, in sala riunioni. E, attorno a questo, manager con più caffè che sangue nelle vene osservavano attentamente cosa stava accadendo.

N.B.: In questa fase è fondamentale non solo garantire la diretta streaming, ma anche registrare ogni singolo minuto per permettere a chi di competenza di riavvolgere il nastro e rivedere tutto. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, può essere fondamentale. E certamente, in così tante ore, sono parecchie le informazioni che non si riescono a cogliere a prima vista.

Punto secondo: come sistemare le telecamere a circuito chiuso?

Ecco, in questo caso il famoso detto “chi fa da sé, fa per tre” viene decisamente meno. Per organizzare un focus group al meglio è’ molto importante affidare questo compito a un videomaker professionista che sappia esattamente dove mettere le mani.

Questi, inoltre, avrà il compito non così felice di montare il filmato. Cosa significa? Significa ripulirlo da tutti i momenti “inutili”, come le pause, e migliorarne la qualità. Che può sembrare poco, ma è un lavoraccio che non riuscite nemmeno ad immaginare.

Punto terzo: perché le telecamere a circuito chiuso per un Focus group?

Quando questo strumento di marketing è nato, eravamo negli Stati Uniti negli anni ’40, gli esaminatori si ponevano dietro un vetro unidirezionale per spiare i partecipanti. Ora la tecnologia (come in tutto!) ci viene in aiuto. E oltre a permettere di organizzare i Focus group anche in location non dotate di questa vetrate, permette di migliorare sensibilmente il lavoro di ogni azienda che può vedere, rivedere e confrontare i filmati per raggiungere i propri obiettivi.

Quindi, riassumendo brevemente, gli ingredienti fondamentali di un focus group sono: video e audio a circuito chiuso, le sale di OSCARD Business Center, un po’ di pazienza e un bravo cuoc..volevo dire videomaker per assemblare il tutto.

Adesso condividete questo articolo e a presto!

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