Possedere tecniche di retorica è uno dei requisiti necessari per essere avvocati di successo. Nel mondo di oggi non è una cosa scontata. Infatti non tutti sanno che una conoscenza puntuale e perfetta dei diritti e della teoria giuridica non basta. Un ottimo avvocato deve essere anche abile maestro dell’arte della parola.

Nella contemporaneità la retorica assume spesso un significato negativo. Viene spesso associata ad un vuoto di significato e ad una ridondanza di termini. Nell’antichità invece la retorica era una delle arti più importanti. Indicava la tecnica di saper convincere e persuadere chi ascolta, attraverso elevate figure linguistiche.

Immagina di fare un viaggio nel tempo: sei un avvocato nell’antica Roma. Stai intraprendendo la carriera forense per avanzare nel famoso cursus honorum: il percorso da intraprendere per accedere alla cariche pubbliche. Chiunque voglia arrivare al successo a Roma, deve avere necessariamente una grande cultura retorica. Non sei così preparato? Tranquillo, ecco per te alcune tecniche di retorica.

Non confondere la retorica con la dialettica

Nonostante abbiano lo stesso scopo, la retorica, definita come l’arte della parola, non è la dialettica. Entrambe le tecniche cercano di convincere, ma soltanto la retorica si serve della persuasione. In sintesi c’è un coinvolgimento emozionale dell’ascoltatore. Cicerone infatti affermava che la persuasione non si ottiene fornendo soltanto informazioni, ma riuscendo anche a divertire e allo stesso tempo commuovere il pubblico.

La dialettica invece è pura logica. Essa si serve di sillogismi: il tentativo di dimostrare la verità della propria tesi attraverso il principio di non contraddizione. Infatti il filosofo Zenone indicava la dialettica come un pugno chiuso, a differenza dell’arte della parola simile a una mano aperta.

L’insegnamento di Cicerone

Chi meglio di Cicerone può fornirti preziose tecniche di retorica? Il filosofo romano elenca 5 passaggi fondamentali per essere professionisti dell’arte della parola.

  • Inventio: compiere una ricerca accurata degli argomenti e dei temi del discorso;
  • Dispositio: organizzare tutto il materiale trovato;
  • Elocutio: strutturare il discorso, includendo figure linguistiche adatte;
  • Memoria: mantenere la memoria sempre ben allenata;
  • Actio: ispirarsi ad un attore cercando di coordinare il corpo con la propria voce.

Le parti che un discorso deve avere

Ogni discorso ben articolato si disloca in fasi definite. Prima di ogni cosa devi curare l’esordio: cercare fin da subito di attirare l’attenzione di chi sta ascoltando. In questa fase devi riuscire a creare un legame di fiducia tra te e gli ascoltatori.

Dopo questo, giunge il momento di raccontare i fatti e le tue idee. Il discorso deve essere coinciso, mai impegnativo. Le tue parole devono riuscire a mantenere alta l’attenzione e l’interesse del pubblico: più saranno semplici, meno fatica faranno gli ascoltatori ad ascoltarti. All’interno del discorso è efficace utilizzare un’ampia digressione in grado di incentivare l’interesse del pubblico.

Dopo aver parlato dei temi generali, devi argomentare. In questa parte la dialettica entra prepotentemente nel discorso. Abbiamo due parti: una positiva e una negativa. La prima espone le argomentazioni in cui si determinerà se sei credibile o no. La seconda fase è confutativa: il tentativo di smontare tutte le tesi dall’opinione diversa dalla tua.

Non resta che la conclusione. Anche qui Cicerone può aiutarti. Il filosofo indica che è necessario creare sia indignazione che compassione. Il primo sentimento verrà richiamato enfatizzando in modo negativo le argomentazioni dell’avversario. Nel caso invece di difesa di un accusato, la compassione è fondamentale. Dovrai cercare di far immedesimare il pubblico nell’accusato, nella sua fragilità e condizione del momento.

Ti sarai accorto di quanto possa esserti utile l’arte della parola: le nozioni di retorica non sono poi così antiquarie. Anzi, sono sicuro che ne farai un ottimo uso. Quindi condividi con altri questo viaggio nel tempo!

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