Che cos’è la dipendenza da lavoro?

Hai mai sentito parlare di workhaolism? Di dipendenza da lavoro? Scommetto di no. Infatti nel nostro paese il tema è poco trattato se non per alcuni sconosciuto. Eppure la “patologia del troppo lavoro” è molto diffusa.

L’avvocato è un libero professionista e in quanto tale gestisce autonomamente il proprio tempo lavorativo. È ovvio che un maggior numero di clienti porta a un incremento di guadagni e successo. Allora può accadere che nasca il desiderio di allargare il tempo da dedicare alle proprie mansioni: si ignorano le conseguenze negative del troppo lavoro.

Se tutto ciò accade può determinare una situazione di dipendenza patologica. Lo psicologo americano Wayne Oates ha coniato il termine workhaolism per intendere la patologia che colpisce coloro che sono fortemente dipendenti dal lavoro. Egli si è ispirato all’alcolismo, affermando che i comportamenti convulsivi delle due dipendenze sono molto simili.

Workhaolic vs Hardworker

Il workaholic è colui che è dipendente dal proprio lavoro. Per comprendere meglio come si comporta è necessario distinguerlo dall’hardworker.

La differenza si gioca tutta su un confine: il limite che separa il tempo lavorativo dal tempo personale. L’hardworker , seppur lavorando con impegno, non permette alla durata di lavoro di invadere lo spazio personale. Invece il workaholic non riesce a porre un confine tra la sfera lavorativa e quella privata. Concepisce il tempo lavorativo come una confort zone in cui si rifugia da tutti gli eventi negativi della vita.

L’hardworker assume il proprio lavoro come un impegno. Riversa tutte le sue energie per conquistare obiettivi, ma tiene sempre a mente i propri limiti. Il workaholic invece è avvolto da sensazioni eccitanti provocate dall’adrenalina del proprio mestiere. Vive una rincorsa esasperata verso un’illusoria soddisfazione personale.

Le 3 fasi

Vengono identificate 3 fasi della dipendenza da lavoro. Alcuni psicologi rintracciano già uno stadio primitivo nella fase scolastica. La causa viene indicata da uno stile di vita troppo rigido impartito dai genitori. Disagi familiari come un genitore alcolizzato possono aumentare la potenzialità di questa dipendenza.

Il secondo periodo è quello che comprende l’età adulta: l’inizio e la prima fase della carriera lavorativa. In questo stadio accadono due fattori speculari che possono aumentare il rischio di dipendenza. Può succedere che ad un costante avanzamento e successo di carriera corrisponda un’assenza d’apprezzamento da parte della famiglia e dalle persone vicine.

La terza fase coincide con la famosa crisi di mezza età. In questo stadio può presentarsi anche qualche malessere fisico. Le relazioni sociali si riducono. Se non si interviene in qualche modo, il disturbo può divenire una patologia cronica.

I sintomi

La dipendenza da lavoro presenta svariati sintomi a cui dovresti prestare attenzione. Si è prima di tutto in constante ansia: si ha l’ossessione che il compito lavorativo debba riuscire perfetto ad ogni costo. Da questo elemento si innescano una serie di fattori a catena. Prima di tutto si ha il terrore di fallire ogni cosa. Si è più propensi a concentrarsi sugli errori, piuttosto che gioire dei successi.

Dall’ansia si innesca un meccanismo di sfiducia nel prossimo. Si tende sempre di più a lavorare in solitaria, perché si crede che nessuno debba interferire con le proprie mansioni. Si finisce per accumulare troppo lavoro da sbrigare e difficilmente gestibile. Possono anche presentarsi dei tic, ed essere ossessionati da un ordine convulsivo.

Prevenire e curare

Come ti sarai accorto, il fenomeno è poco noto nel nostro paese. Infatti del problema non se ne discute abbastanza. Invece una comune formazione culturale nei riguardi della dipendenza da lavoro potrebbe essere d’aiuto. Conoscere i sintomi e le modalità di emersione della patologia, potrebbe consentire un intervento tempestivo.

I familiari o in generale le persone vicine giocano un ruolo fondamentale. Le relazioni affettive mutano e si degradano in conseguenza della dipendenza da lavoro. Come prima accennato, il sostegno e la condivisione di successi lavorativi con i cari potrebbe diminuire le probabilità di manifestarsi della patologia.

Nel momento in cui ci si accorge di avere uno stato avanzato di dipendenza da lavoro è necessario rivolgersi ad un psicoterapeuta.

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